Bulgaria e Grecia ancora distanti su nuovo oleodotto

Restano ancora distanti le posizioni di Bulgaria e Grecia sul proseguo del progetto di oleodotto Burgas Alexandroupolis, che Sofia non è più convinta di voler portare a termine. E’ quanto è emerso dal consiglio interministeriale tra i due Paesi, tenutosi ieri nella capitale bulgara, che ha comunque portato alla sigla di 13 accordi. “Il nostro interesse alla realizzazione del progetto di oleodotto Burgas Alexadropulis rimane” ha dichiarato il premier greco Georges Papandreu, circa l’infrastruttura che dovrebbe condurre petrolio russo dal porto bulgaro di Burgas, a quello greco di Alexandroupolis, aggirando il sovraffollato Bosforo. “La nostra posizione resta invariata”, ha invece ribadito il capo del governo di Sofia, Boyko Borisov, circa la volontà di “uno studio internazionale sull’impatto ambientale. “La parte greca deve comprendere che l’ecologia ha la priorità” ha precisato Borisov, il quale sul fronte interno deve fare i conti con le forti proteste di ambientalisti e abitanti della costa del Mar Nero, ostili al progetto di oleodotto. Lo studio ambientale richiesto da Sofia dovrebbe essere ultimato in febbraio 2011 e Atene si è detta disposta ad aspettare. “Le nostre relazioni non devono dipendere dal Burgas – Alexandroupolis. Che il progetto si sviluppi positivamente o meno, vi sono molte altre opportunità di cooperazione in diversi settori” ha assicurato il premier greco Papandreou.

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