L’aumento dei prezzi dell’energia è causato da un errore nei conti

L’aumento del prezzo dell’energia elettrica del 13% invece del 10% previsto deriva da una valutazione sbagliata della Commissione statale sui regolamenti dell’energia e delle acque (DKEVR). Il ministro dell’energia della Bulgaria, Delyan Dobrev, ha chiarito che l’8% dell’ultimo aumento del 13% delle tariffe elettriche è dovuto ai pagamenti obbligatori per l’elettricità acquistati da impianti fotovoltaici connessi alla rete negli ultimi due mesi. Questo errore ha riacceso la polemica degli ultimi giorni sulle energie rinnovabili in Bulgaria. Il ministro ha spiegato che la Bulgaria avrebbe potuto rinviare i suoi impegni sull’energie rinnovabili verso l’Unione europea a dopo il 2015, e ciò avrebbe evitato l’attuale aumento dei prezzi dell’energia elettrica. Secondo Dobrev “il settore delle energie rinnovabili non è cosi attraente per gli imprenditori stranieri”, nonostante le spese per la costruzione di impianti fotovoltaici sia diminuita del 10%. “Abbiamo ereditato una situazione nella quale migliaia di Mw di energia verde erano già stati assegnati”, si è lamentato il ministro. Dal 2011 ad oggi non è stato stipulato nessun nuovo contratto per energia verde e dai 12 mila Mw di energia richiesta oggi la domanda è scesa a 600 Mw. “L’energia verde è buona ma molto cara” ha affermato il ministro, aggiungendo che la Bulgaria non è un paese cosi ricco da poter fare investimenti in progetti così ambiziosi. “Nel 2007 il prezzo di 1 Mw di energia verde era di 855 BGN, 20 volte più caro dell’energia convenzionale” ha ricordato Dobrev. Le sue aspettative sono che entro il 2015 i prezzi dei due tipi di energia saranno quasi uguali. Il malinteso nasce durante il governo della tripla coalizione, quando si è deciso di prolungare il termine dei contratti per l’acquisto dell’energia solare a causa, a quanto pare, di un errore di trascrizione.  Ha citato lo stenogramma dal 30 ottobre 2008 che contiene le modifiche della legge sull’efficienza energetica nelle quali si è aumentato il termine dei contratti da 12 a 25 anni. In questa maniera, sono stati sottoscritti troppi impegni per l’acquisto di energia alternativa che hanno causato un aumento dei prezzi del 3% in più rispetto a ciò che era stato inizialmente pianificato. Le tariffe riviste al rialzo, che sono state annunciate solo due giorni prima della loro entrata in vigore, il 1° luglio, hanno causato numerose proteste da parte di ONG e organizzazioni civiche, sostenute dal partito nazionalista Ataka. I manifestanti hanno chiesto spiegazioni per l’aumento last-minute delle tariffe al 13%, dal momento che la DEKVR avrebbe dovuto calcolare l’aumento dovuto all’acquisto supplementare di energie rinnovabili molto prima. Dobrev ha ammesso che non si è riusciti ad ottenere informazioni complete dai distributori relative ai volumi di energia elettrica da fonti rinnovabili che il governo era obbligato ad acquistare.
Fonte: Novinite

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