L’Associazione per il fotovoltaico non vede punti a favore della nuova tassa sui rinnovabili

Non abbiamo ancora sentito argomentazioni a favore dell’introduzione della tassa del 20 per cento sui ricavi dei produttori di energia da fonti rinnovabili in Bulgaria. È quanto affermato dalla presidente della Associazione bulgara per il fotovoltaico, Megleva Russenova in un’intervista alla radio Darik. Secondo la Russenova sono diverse le argomentazioni che si oppongono all’introduzione della legge, fra cui una violazione “della costituzione bulgara e delle normative europee” che si riferiscono principalmente “alla tutela della proprietà privata”. Nonostante le proteste di piazza del 30 novembre, il parlamento ha approvato giovedì scorso l’introduzione della tassa del 20 per cento sui ricavi dei produttori di energia da fonti rinnovabili. La controversa normativa è stata strenuamente difesa dal governo: nei giorni scorsi il Ministero dell’Economia e dell’Energia di Sofia in una nota aveva definito l’imposta “una misura che costituisce un passo verso il superamento delle drastiche differenze tra i prezzi dei vari produttori”. Le proteste dei produttori, unite al parere contrario anche degli investitori stranieri, non hanno però fermato l’iter parlamentare della normativa. Russenova ha annunciato che gli imprenditori del settore chiederanno al Presidente della Repubblica, Rossen Plevneliev, di porre il veto sulla nuova tassa.

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