L’Associazione per il fotovoltaico non vede punti a favore della nuova tassa sui rinnovabili

Non abbiamo ancora sentito argomentazioni a favore dell’introduzione della tassa del 20 per cento sui ricavi dei produttori di energia da fonti rinnovabili in Bulgaria. È quanto affermato dalla presidente della Associazione bulgara per il fotovoltaico, Megleva Russenova in un’intervista alla radio Darik. Secondo la Russenova sono diverse le argomentazioni che si oppongono all’introduzione della legge, fra cui una violazione “della costituzione bulgara e delle normative europee” che si riferiscono principalmente “alla tutela della proprietà privata”. Nonostante le proteste di piazza del 30 novembre, il parlamento ha approvato giovedì scorso l’introduzione della tassa del 20 per cento sui ricavi dei produttori di energia da fonti rinnovabili. La controversa normativa è stata strenuamente difesa dal governo: nei giorni scorsi il Ministero dell’Economia e dell’Energia di Sofia in una nota aveva definito l’imposta “una misura che costituisce un passo verso il superamento delle drastiche differenze tra i prezzi dei vari produttori”. Le proteste dei produttori, unite al parere contrario anche degli investitori stranieri, non hanno però fermato l’iter parlamentare della normativa. Russenova ha annunciato che gli imprenditori del settore chiederanno al Presidente della Repubblica, Rossen Plevneliev, di porre il veto sulla nuova tassa.

I prezzi del gas resteranno invariati nel primo trimestre del 2014

Bulgargaz, la società statale che si occupa della distribuzione del gas in Bulgaria, ha annunciato che i prezzi del metano resteranno invariati per i consumatori finali nel primo trimestre del 2014. Attualmente, secondo quanto si legge sul sito di Bulgargaz, le tariffe prevedono un costo di 630 lev per mille metri cubi di gas, al netto dell’imposta sul valore aggiunto. L’adeguamento dei prezzi, che avviene su base trimestrale, dovrà essere approvato dalla Commissione statale per la regolamentazione energetica e idrica Dkevr.

La Bers finanzia le miniere Maritsa Iztok per un progetto di efficienza energetica

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) ha reso noto che le miniere bulgare di Maritsa Iztok utilizzeranno 3,8 milioni di euro per un progetto di efficienza energetica gestito da un fondo dell’istituzione europea. Il progetto prevede la progettazione, la fornitura e l’installazione di attrezzature per la compensazione dell’energia, oltre che la sostituzione dell’illuminazione industriale della miniera. I lavori dovrebbero iniziare nel primo trimestre del 2014 e termineranno entro 60 settimane.

Iskra Mihaylova: Il South Stream non causerà danni all’ambiente

Il Ministro dell’Ambiente, Iskra Mihaylova, ha detto che il tratto bulgaro del gasdotto South Stream non causerà danni all’ambiente se lo studio di impatto ambientale sarà rispettato. La Mihaylova ha affermato, in un’intervista alla radio Darik, che è stato completato solo lo studio di impatto ambientale sulla sezione terrestre del gasdotto, mentre quello sulle condutture sottomarine non è ancora pronto. Nell’intervista il Ministro ha precisato che lo studio è stato basato su 27 dibattiti pubblici con persone che vivono nelle località dove passerà il gasdotto. Un gruppo di organizzazioni non governative ha presentato un ricorso contro il rapporto sostenendo che il funzionamento di una stazione di compressione del gas nei pressi di Varna potrebbe causare gravi problemi a chi vive nell’area. Mihaylova ha assicurato invece che saranno adottate tutte le misure per evitare problemi alla popolazione.

Dopo il 2020 cessano i fondi Ue per lo smantellamento delle quattro unità della centrale nucleare di Kozloduy

Dopo il 2020 la Bulgaria non riceverà alcun finanziamento europeo per procedere allo smantellamento delle prime quattro unità della centrale nucleare di Kozloduy, l’unica attiva nel paese. È quanto emerso dalla conferenza stampa della delegazione di europarlamentari giunta in Bulgaria lunedì scorso per valutare come vengono spesi i finanziamenti per lo smantellamento delle unità in questione, uno degli impegni assunti da Sofia per l’adesione all’Unione Europea. La delegazione di europarlamentari è composta da Ingeborg Grassle, Joachim Zeller e Georgios Stavrakakis, accompagnati dal eurodeputato bulgaro, Ivajlo Kalfin. I delegati si sono detti soddisfatti per la visita nella centrale nucleare. L’UE ha stanziato circa 817 milioni di euro per procedere allo smantellamento di quattro unità della centrale, mentre 84,7 milioni sono quelli forniti dal governo bulgaro.

Spenta per guasto la sesta unità della centrale nucleare di Kozloduy

È stata spenta ieri mattina la sesta unità della centrale nucleare di Kozloduy, l’unica della Bulgaria, a causa di un guasto a un tubo di scarico della turbina. Squadre di operai specializzati stanno lavorando per risolvere il problema. Stando a quanto reso noto, il guasto non avrebbe comportato cambiamenti nei livelli di radiazioni della centrale.

L’ex ministro Ovcharov entra nella gestione di Lukoil Neftochim

L’ex Ministro dell’Economia, Rumen Ovcharov, è uno dei nuovi membri del consiglio di sorveglianza di Lukoil Neftochim, raffineria della compagnia petrolifera russa. Secondo quanto reso noto dal quotidiano “Standard”, Ovcharov entrerà nella direzione della raffineria di Burgas e salvaguarderà gli interessi di Sofia nell’azienda. La nomina dell’ex Ministro è stata approvata durante la riunione degli azionisti dello scorso 7 ottobre su richiesta del Presidente del consiglio di sorveglianza, Sergei Andronov. La raffineria Lukoil Neftochim di Burgas è la più grande nell’area sud orientale dell’Europa e la principale attività industriale in Bulgaria: l’impianto, infatti, è l’impresa privata che fornisce il contributo più elevato al Pil nazionale e alle entrate del bilancio statale. La raffineria produce combustibili liquidi, prodotti petrolchimici e polimeri destinati al mercato bulgaro e all’intera regione.